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Come Dio Comanda

dicembre 14, 2008

Ieri ho visto questo film.

Crudo, cattivo, violento ma mi ha commosso. Un padre e un figlio, fascismo e violenza per rispondere ad una società ingiusta, no, non sto dicendo che vada bene, ma solo che comprendo il perchè si sia arrivati a questo. Il film è una storia ed in quanto storia dovrebbe portarci a riflettere tutti su quel che siamo, su quanto sia difficile a volte e a me ha fatto riflettere su tante cose.

Ho un pregiudizio forte verso il fascismo i razzisti e tutto quello che sono, non mi sono mai soffermato a pensare a come fosse la loro vita o perchè la pensassero così. Ovviamente so che non sono tutti coglioni o tutti dei geni, siamo diversi siamo eterogenei e infatti siamo umani. Ma questo film non è un focus politico sul fascismo, la violenza non è il punto del film ma la cornice, la radice del film è lo strano e stretto rapporto che c’è tra padre e figlio, madre morta separata o chissà dove. Il film è maschile e si sente. Lo ha sentito la ragazza che è venuta a vederlo con me, che si è dissociata dai personaggi, fuori, spettatrice del racconto.

Il ragazzo troppo cresciuto ed il padre troppo immaturo, di fronte ad un assassinio ed uno stupro ci si guarda in faccia e fa male, ma con la freddezza e la paura nascosta si va avanti, si va avanti. Il film è da comprendere non da giudicare, chi vede la svastica sul letto del padre si farà annebbiare il cervello e non riuscirà a capire il perchè del loro modo di fare di esssre. Sono così anche perchè sono emarginati e il padre più di tutti, vive questo dolore e se ne fa dell’altro con questo credo politico perchè questo credo gli da’ rabbia ed è rabbia che lui ha dentro, come per sfogarsi crede in quello che oramai nessuno crede ed il figlio lo segue, non per grandi ideali, ma solo perchè ama il padre.

Questo mi ha colpito, il legame la fiducia e l’odio con se stessi, la battaglia con il mondo e con chi ti sta intorno, l’identità è una forma instabile che prende forma solo quando iniziamo a capire che forma hanno quelli che ci stanno intorno.

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