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gerusalemme è divisa sotto lo stesso cielo

gennaio 5, 2009

Per molto tempo ho avuto una visione ed un concetto anti-israeliano, non so perchè, forse perchè loro sono molto potenti hanno il favore americano e un esercito molto potente. Fabbricano armi e le rivendono ed inoltre vincono un sacco di battaglie e perdono raramente.

Questa mia idea era radicata in tante informazioni e giornali e sopratutto tv, poche volte mi sono messo a parlare apertamente  del conflitto israelo-palestinese, non so, forse per la paura di far vedere che non ne sapevo niente o forse perchè fin da quando sono piccolo che combattono e mi sono immaginato che una cosa che c’era debba continuare.

Poi a settembre ho conosciuto un’amica di Tel Aviv, un amica di killa che dal perù è andata ad abitare a Tel Aviv. Israele aiuta e finanzia gente che appartiene al massimo alla 3 generazione ebraica, lei aveva il nonno ebreo ed ha avuto l’opportunità di andare a vivere lì. Lei non crede, non è ebrea nè mussilmana nè cristiana. Vive in pace con suo marito e a 22 anni è già sposata.

Ma non è su lei che mi voglio soffermare, ma sulla prima volta che ci siamo visti. Ho iniziato ad attaccarla dicendo che israele sbagliava, che era un atteggiamento sbagliato e che per risolvere il confilitto non c’era bisogno di altro conflitto. Non mi sono messo a ragionare e poi sono stato costretto ad ascoltare la sua opinione ed ho cambiato idea…

Senza che lei lo volesse mi esponeva certe considerazioni, mi diceva che Tel Aviv è come Torino, forse un po’ più piccola con la spiaggia e una via come via garibaldi, la gente è di tutti i tipi e non necessariamente ebrea… ho iniziato ad immaginarmi lì e a temere che un razzo mi finisse in testa. Le ho chiesto se avesse paura di vivere lì, lei mi disse che avrei le stesse probabilità di ricevere un missile a Tel Aviv come a Torino e poi mi disse che rispettava la mia opinione, ma che l’ho attaccata subito senza conoscere la situazione Israeliana reale, ma solo quella dei giornali e della tv.

Ho scoperto tanta sofferenza da entrambe le parti, ho capito che ci sono degli interessi sotto molto molto forti per armi soldi e terreno. Quel posto è strategico e piace a tanti e tutti vogliono farsi amici le persone giuste. Le religioni per quanto importanti in questo conflitto vegono messe come bandiera, come scusa ed in quanto scusa diventano l’obbiettivo per loro, quando invece l’obbiettivo è vendere armi e conquistare il territorio.

Poi passato del tempo ho capito che il motivo non è solo quello, certo quello ci sarà e qualcuno si arricchisce, ma ho provato ad analizzare la cosa anche da un livello psicologico e antropologico, ho pensato al conflitto e che è da anni che va avanti, figli e madri a crescere soli.

Odio, tanto odio per qualcosa che non si può identificare, si crede che sia stato quello dall’altra parte del muro a fare tutto questo ma magari è quello che ci ha aiutato inizialmente per poi convincerci di chi sono i cattivi. Ragazzi adolescenti che crescono soli crescono con tanto odio rabbia e rancore per il genitore perso. Riflettendo ho capito che la battaglia di Gaza ha radici ben più grandi di quelle che ogni persona sbraita in tv. Mi informo rifletto e cambio spesso idea.

Ora credo che quello che sia successo dopo giorni di tregua potevamo aspettarcelo, ma credo anche che alcuni Palestinesi se la siano cercata a lanciare quei razzi, credo anche che Israele aveva ed ha un forte interesse a conquistare quella zona e calcolando la potenza dell’esercito israeliano credo che la zona diventerà presto Istraeliana.

Credo purtroppo avverrà a caro prezzo sotto l’indifferenza generale

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