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gennaio 11, 2009

Mi manca l’odore della mia terra.

Non sono mai stato un viziato. non ho mai detto di no al cibo alle bevande e nemmeno alle donne, poi quando si trattava di decidere facevo fare sempre agli altri, io fratello mi ha sempre difeso e quando lui non c’era il mio amico Hicham, mi è sempre stato accanto. In Marocco la vita scorre come da tutte le parti, tutti che pensano che qui ci ammazziamo che ammazzano le donne che ci guardano male. Quando ho saputo che pensavano questo di noi non ci volevo credere. La spensieratezza a 17 anni. Ero io un ragazzo spensierato e allego, forse un po’ viziato, si viziato…

Poi è successo che l’azienda di mio nonno non faceva più soldi. Il nonno dava la colpa ai computer che hanno succhiato tutto il suo mestiere, lui faceva carta. Biglietti da visita, copertine e mi diceva sempre  questa è un arte, non è solo un mestiere. a me piaceva lavorare con il nonno, ma non mi facevano stare tanto con lui perchè quando beveva diceva un sacco di cose che solo adesso capisco. Quando l’azienda è fallita il nonno si è sentito male, non voleva andarsene e la polizia è venuto a prenderlo, lui per resistere ha avuto un attacco di cuore e i medici hanno detto che è come se fosse scoppiato in un secondo. il cuore. Chissà che espressione ha avuto il nonno quando gli è scoppiato il cuore.

mi mancano le parole di mio nonno

E così la nostra famiglia ha iniziato a fare un po’ di tutto. Camerieri, giardinieri, Jamelia è scappata e solo adesso so che fa la puttana … io , io sono venuto in Italia. I miei genitori mi hanno fatto un discorso serio una volta ed ho capito che i miei vizi e le cose che mi piacevano e non piacevano non avevano più importanza. Adesso quello che contava era cavarsela. Mi hanno detto che avevano diviso tutti i risparmi per noi, 12 figli. Io avevo 200 € . Ho preso e sono venuto in Italia, gli amici che venivano in paese dicevano che era un bel posto. Ti fanno un contratto e riesci a vivere bene , in una casa tranquillo e puoi fare tutto quello che vuoi.

Il giorno dopo che mi dessero i soldi, ho parlato con i miei della mia decisione, loro hanno capito, mio padre non mi ha detto niente, mia madre ha pianto tanto e poi sono partito. Io ero felice di andare, ero curioso e convinto che l’Italia sarebbe stato un bel posto per me.

mi manca il volto serio di mio padre

Non sto a dire come sono arrivato, dico solo che il gommone era pieno e tante persone non sono arrivata dall’altra parte del mare. Io sono arrivato e stavo malissimo ero sotto shock e quando mi sono ripreso ero in un letto con un sacco di persone. Ho aspettato un sacco di tempo per capire che eravamo in una prigione, non potevamo tornare a casa e nemmeno andare avanti.

Mi manca l’odore della terra di casa mia…

poi hanno iniziato a insultarci o a guardarci male, noi. Dico noi perchè quando iniziano a indicare e trattar male siamo tutti noi uniti quelli che soffrono, le vittime o forse solo gli ingenui… non so.

Passano dei mesi, io e un amico riusciamo a scappare la notte, non capisco perchè ma sono convinto che alcuni ci abbiano visto ma hanno fatto finta di niente. Questo mio amico mi dice che conosce qualcuno in Calabria, io non so dove sia ma lo seguo…

passano 2 giorni, ho fame e sete e inizio a non capire cosa sto facendo. Litigo con il mio amico e ci dividiamo.

Mi manca il cane del vicino di casa…

Poi sono arrivato vicino a Milano, sul treno nascosto.. morivo di paura ogni volta che qualcuno mi guardava. Perchè non lo so, ma non ho mai avuto tanta paura.

Arrivo a Milano e trovo un posto per dormire, mi chiedono 200€ io dico di sì, ma non so come fare ad avere i soldi passa un mese e mi dicono di pagare. Io non riesco e mi dicono di fare dei lavori per loro per pagare. Io dico di no perchè sono cose che ho promesso a Dio e ai miei genitori che non farò mai e scappo…

Mi manca la voce di mia madre…

Poi arriva Gennaio e trovo un posto che mi ospita per un po’ imparo l’italiano e conosco una persona che mi fa lavorare, metto le mattonelle, non capisco molto all’inizio ma poi vedo che mi danno i soldi e che faccio bene il mio lavoro. Conosco chi lavora con me e beviamo insieme. Passano gli anni e mi sento poco con i miei genitori. Loro non sanno la fatica, racconto che va tutto bene. Loro stanno male e adesso riesco a mandare 100€ a loro ogni tanto. Sono felice per quello che ho ottenuto spero solo un giorno di realizzare il mio sogno…

Vorrei solo avere una famiglia come la mia , con l’odore della mia casa, la voce di mia moglie come quella della mia mamma e magari anche un cane come quello del vicino…

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