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urlo

settembre 8, 2010

 

Ho visto le migliori menti della mia generazione

distrutte da pazzia, affamate, isteriche, nude

strascicarsi per strade negre all’alba in cerca di una pera di furia…

Hipster capodangelo bramare l’antico spaccia paradisiaco che connette

alla dinamo stellare nel meccanismo della notte…

Che povertà e stracci e occhiaie fonde e strafatti

stavan lì a fumare nel sovrannaturale buio di case con acqua fredda

librati su tetti di città, contemplando jazz…

che in università erano di passaggio

con occhi raggianti e “cool” allucinando arcanso

e blake lumi lievi tragedie tra studiosi della guerra…

Che erano espulsi da accademie per pazzi

e osceno pubblicare odi sulle finestre del cranio…

Che in camere non sbarbate e impauriti

si accucciavano in mutande bruciando i soldi nella carta straccia

e ascoltando il Terrore di là dalla parete

Che si facevan beccare con barba pudica

tornandovi a laredo con cintura di marijuana per New York

Che mangiavan  fuoco in hotel ridipinti

o bevevano trementina in Paradise Alley, morte, o si purgatoriavano il torace

notte dopo notte con sogni, con droghe, con incubi a occhi aperti,

alcol e cazzo e balle-sballi senza fine,

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Che vagavan su e giù a mezzanotte

per depositi ferroviari chidendosi dove andare,

e andavano, senza lasciare cuori spezzati,

Ho visto le migliori menti della mia generazione

che trombavano in limousine col cinese di Oklahoma

su impulso invernale mezzonotturno illampionata pioggia di provincia,

Che ciondolavano affamate e sole per Houston

cercando jazz o sesso o zuppe…

e seguivan quel brillante spagnolo

per conversar d’America e d’Eternità,

tempo sprecato, e poi via per nave in Africa…